“Lungh ‘me la Fabrica del Domm”: il Duomo racconta se stesso

Pubblicato il: 27 Ott 2015 by Gabriele Cantoni

Come riuscire a raccontare quella favola, meglio nota come la favola del popolo milanese, che narra del rapporto speciale dei meneghini con il proprio simbolo, il Duomo? Ci proviamo partendo da un evento della scorsa estate, dove in una settimana agostana le Terrazze del Duomo hanno visto protagonista la narrazione della storia della Veneranda Fabbrica attraverso lo spettacolo Lungh ‘me la Fabrica del Domm.
Per la prima volta nella storia sulle Terrazze in cima alla Cattedrale è andato in scena uno spettacolo teatrale. La prosa che narra la costruzione del Duomo e quanti, artigiani e scalpellini, hanno avuto un legame vero con ogni pietra, ogni marmo che poi si è fatto Monumento. Un vero e proprio spettacolo teatrale, con tutto ciò che esso comporta, che con la collaborazione di Studio Cromo e la Veneranda Fabbrica hanno reso l’evento estivo indimenticabile, grazie alla realizzazione della scenografia, che ha avuto nel luogo la sua peculiarità. Dicevamo della favola… ma anche delle particolarità e problematiche con cui Studio Cromo si è trovato ad operare, non ultime quelle sulla sicurezza ed i canoni rigidissimi da rispettare per allestire la scena lassù in vetta a Milano.
Un palco inclinato ed un altro montato sul declivio per rendere il tetto della Cattedrale un vero teatro, cambi scena e pedane mobili per materiali che entrano ed escono dalla scena, per omaggiare, insieme alla regia di Andrea Chiodi, il lavoro degli scalpellini. Sì, loro, le maestranze che da generazioni si prendono cura delle opere d’arte che conoscono ogni marmo. In scena loro stessi, hanno lasciato i laboratori per muoversi sulle impalcature, parte integrante della scenografia. Insomma il Duomo che narra se stesso con uno spettacolo, che vuole essere illustrazione poetica della sua opera.

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